Docenti

Gianni Cesare Borghesan, fotografo, ha scelto di camminare sul sentiero, davvero luminoso, tracciato dal nonno Angelo, dal padre Giuliano e dallo zio Gianni di cui si pone come erede del grande patrimonio iconografico.
Perfettamente padrone delle tecniche tradizionali della fotografia e di quelle digitali, vanta una lunga esperienza in numerosi campi di questa disciplina: fotografo ufficiale del Folkest dal 1994 al 2004 per il quale ha interpretato “una musica da guardare” ritraendo artisti del calibro di Joan Baez, Noa, De Andrè, Branduardi; fotografo per gli atelier di moda parigini, in particolare per l’atelier Pierre Balmain, per il quale ha immortalato Pierre Cardin, Gérard Depardieu, Catherine Deneuve e il ministro Jacques Chirac; autore di numerose mostre e fotolibri,  tra i quali “Paesi del Longobardi in Friuli” (1990) e “ad Tricesimum…dove finisce la pianura” (1991); ed infine esperto fotografo di matrimoni, nei quali applica anche quanto coltivato nella sua personale ricerca della fotografia di ritratto. Si è dimostrato anche un eccellente insegnante nei corsi del CRAF (Centro di ricerca e archiviazione della fotografia), dell’ARSAP-D (Associazione regionale per lo sviluppo dell’apprendimento professionale) e dello IAL.

Giuliano Borghesan, nato a Spilimbergo nel 1934 e fotografo sin da quando aveva tredici anni, accomuna all’esperienza di una vita, l’entusiasmo che lo ha caratterizzato in tutte le sue attività. Tante sono le tappe della sua lunga e brillante carriera, difficile da riassumere in queste poche righe, ma che si compone sinteticamente dei seguenti periodi: Neorealismo friulano, Neorealismo marocchino, Maroc Tourisme, Reportage di moda, Illustrazioni interpretative. Tra i membri fondatori del Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia, realizzò suo interno alcune delle immagini più iconiche del neorealismo fotografico italiano come “L’accordo-truffa”, “Pioggia a Spilimbergo”, “Ada” e “Madre e figlio”; poi è emigrato in Marocco per diciotto anni, dove, per molti anni, gestì a Casablanca, in pieno centro, il Royal Studio, un’azienda d’avanguardia, nella quale lavoravano ben sei dipendenti, capace di produrre ingrandimenti sulla superficie massima di venti metri quadrati, destinati a nuovi alberghi, sale di congressi, eventi pubblicitari (campagne per committenti come Ministero del Turismo, Royal Air Maroc, Banque Marocaine du Commerce Exterieur, Città di Casablanca, Varie Compagnie Alberghiere, Total, Oreal, Lepetit Pharmaghreb, Hoechst, Fiat, Rénault); in parallelo con l’attività professionale si dedicò a numerose mostre personali e collettive con il Fotoclub “L’Hexagone”, da lui stesso fondato, che produceva immagini ritenute degne di pubblicazione anche dalla rivista “Ferrania” dei primi anni Sessanta. Giuliano esportò in Marocco i moduli interpretativi del “neorealismo friulano”, ben evidenti in fotolibri “Moulay Abdallah”, che gli valse il primo premio per il réportage a Parigi nel 1971, e anche nella produzione per la promozione turistica realizzata per la rivista “Maroc Tourisme”, che del Marocco doveva dare un’immagine positiva. Al ritorno in Italia, oltre al lavoro “di negozio”, Giuliano, grazie alla larga fama acquisita durante l’esperienza marocchina, viene talvolta invitato in Francia per sfilate ad alto livello, o per riprese ambientate en plein air, e prosegue le le sue personali ricerche fotografiche in progetti spesso realizzati con la collaborazione di altri famosi artisti e intellettuali.

Giacomo Urban inizia, sin a giovanissimo, ad operare nel settore del video, realizzando cortometraggi in veste di Direttore della Fotografia e Montatore. Avendo deciso che questa sarà la strada da percorrere, inizia da un lato a specializzarsi nella fotografia, seguendo prima il Corso Base per Reflex tenuto da Gianni Cesare Borghesan e il Corso di Formazione Professionale in Fotografia organizzato dall’ARSAP, e dall’altro si laurea in Scienze e Tecnologie Multimediali a Pordenone con una tesi sul montaggio musicale nei film. Proprio per i suoi risultati nella direzione della fotografia, è stato selezionato e si è diplomato ai corsi del Global Cinematography Institute ad Hollywood, Los Angeles (CA), dove ha approfondito la direzione della fotografia guidato da professionisti del settore come Vilmos Zsigmond (direzione della fotografia per film come Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Il Cacciatore, Blow Out e Black Dahlia), Daniel Pearl (direzione della fotografia per i video musicali di Kanye West, Jay-Z, Rolling Stones, U2 e Michael Jackson) e Christopher Probst (direzione della fotografia per i video musicali di Katy Perry, Eminem, Rihanna, Muse, Lady Gaga e Jamiroquai).

 

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